The night of the hunter & altre storie.
Super8 (2011). Che non è un bel film? Uno di quelli che ti lasciano bello soddisfatto sul divano alle prese con suggestioni provenienti da “telefono casa” e stand by me” e ti fanno andare a letto con la consapevolezza che l’intrattenimento è un’arte dalle regole precise ma fluide?
Miracolo a Le Havre. Di Kaurismaki, lo scultore, ti rimangono addosso le facce e i colori.
This must be the place. Quanto Wenders e quanto “Paris, Texas”! Un gran bel film, dai dialoghi semplici e stupefacenti e immagini e movimenti di camera pensati con grazia. Toccante a tratti, Sean Penn perennemente in bilico tra la macchietta e il capolavoro.
L’Illusionista. Che sguardo è quello di Chomet? Questi manichini spigolosi che s’arrabattano, questa malinconia ad interim, questi stoici quasi romantici che trovano ancora il modo di gioire per le piccole cose mentre vengono presi a calci dalla vita e dalla storia. Chapeau.
Nessun capolavoro. Solo un gran bel film necessario per ripristinare quell’umanità andata perduta a suon di bunga bunga e altre vergogne italiane.


