SAVING OLDLITTER III

Cosa mi salverà di tutto questo?
Gianni e le donne (2011). Da quanto tempo un film non mostrava i tetti di Roma? Raffinato come al solito, delicato e mai banale, anche se non all’altezza di “Pranzo di Ferragosto”. Un film italiano da morire, tra vecchi che ingannano il tempo e una vera passione per il frizzantino.  

Gianni e le donne (2011). Da quanto tempo un film non mostrava i tetti di Roma? Raffinato come al solito, delicato e mai banale, anche se non all’altezza di “Pranzo di Ferragosto”. Un film italiano da morire, tra vecchi che ingannano il tempo e una vera passione per il frizzantino.  

Super8 (2011). Che non è un bel film? Uno di quelli che ti lasciano bello soddisfatto sul divano alle prese con suggestioni provenienti da “telefono casa” e stand by me” e ti fanno andare a letto con la consapevolezza che l’intrattenimento è un’arte dalle regole precise ma fluide?

Super8 (2011). Che non è un bel film? Uno di quelli che ti lasciano bello soddisfatto sul divano alle prese con suggestioni provenienti da “telefono casa” e stand by me” e ti fanno andare a letto con la consapevolezza che l’intrattenimento è un’arte dalle regole precise ma fluide?

La regola del gioco (1939). Un film vecchio di settant’anni che ti tiene attaccato allo schermo, ti fare ridere e soffrire con dialoghi mai banali e t’illumina con movimenti di macchina incredibili. Jean Renoir era un alieno. 

La regola del gioco (1939). Un film vecchio di settant’anni che ti tiene attaccato allo schermo, ti fare ridere e soffrire con dialoghi mai banali e t’illumina con movimenti di macchina incredibili. Jean Renoir era un alieno. 

Coming home (1978). Un grande Jon Voight per un film di denuncia un po’ troppo didascalico e retorico. Mitologica la scena del cunnilingus con la Jane Fonda che alla fine sentenzia “Non era mai successo prima”.

Coming home (1978). Un grande Jon Voight per un film di denuncia un po’ troppo didascalico e retorico. Mitologica la scena del cunnilingus con la Jane Fonda che alla fine sentenzia “Non era mai successo prima”.

This must be the place. Quanto Wenders e quanto “Paris, Texas”! Un gran bel film, dai dialoghi semplici e stupefacenti e immagini e movimenti di camera pensati con grazia. Toccante a tratti, Sean Penn perennemente in bilico tra la macchietta e il capolavoro.

This must be the place. Quanto Wenders e quanto “Paris, Texas”! Un gran bel film, dai dialoghi semplici e stupefacenti e immagini e movimenti di camera pensati con grazia. Toccante a tratti, Sean Penn perennemente in bilico tra la macchietta e il capolavoro.

L’Illusionista. Che sguardo è quello di Chomet? Questi manichini spigolosi che s’arrabattano, questa malinconia ad interim, questi stoici quasi romantici che trovano ancora il modo di gioire per le piccole cose mentre vengono presi a calci dalla vita e dalla storia. Chapeau.

L’Illusionista. Che sguardo è quello di Chomet? Questi manichini spigolosi che s’arrabattano, questa malinconia ad interim, questi stoici quasi romantici che trovano ancora il modo di gioire per le piccole cose mentre vengono presi a calci dalla vita e dalla storia. Chapeau.

Nessun capolavoro. Solo un gran bel film necessario per ripristinare quell’umanità andata perduta a suon di bunga bunga e altre vergogne italiane.

Nessun capolavoro. Solo un gran bel film necessario per ripristinare quell’umanità andata perduta a suon di bunga bunga e altre vergogne italiane.