SAVING OLDLITTER III

Cosa mi salverà di tutto questo?

2013: l’anno della mia singolarità

Se qualcuno mi chiedesse se faccio mai bilanci di questo o di quello, io risponderei “mai, non li faccio mai”. Invece, ogni volta, e questa volta proprio allo scadere dell’anno, mi ritrovo carta alla mano con un sacco di cose da dire.

Il 2013 è stato l’anno della mia singolarità (nell’accezione tecnologica del termine), come uomo e come professionista.

In poche parole: ho fatto, cambiato, inventato e intrapreso più cose durante quest’anno che in tutta la mia vita precedente.

Prima facevo il cronista. Uno di questi disgraziati che lavorano a cottimo (21 centesimi ogni quattro righe standard di una colonna)e che vengono guardati con sufficienza dai giornalisti veri, quelli col contratto. Ho scritto in quella redazione per 12 anni, fedele alla testata come un cane, convinto di avere un ruolo preciso, facendo di quel ruolo una ragione di vita: raccontare meglio che potevo e con la massima onestà possibile quello che mi circondava.

Ho capito molte più cose di quelle che ho imparato.

Tipo quella che capisci quando non è aria. Non è più aria di stipendi adeguati e d’assunzioni, nonostante le tue responsabilità siano aumentate a tal punto d’aver guadagnato una scrivania in redazione, e quindi non è aria di futuro.

Sono stato male come una bestia ma alla fine sono riuscito a scappare e ho fatto bene. E’ stata la scelta più giusta della mia vita.

Adesso faccio il cronista e l’imprenditore. Ho messo su ditta, come si dice da queste parti. Un giornalista che mette su un’azienda di servizi sul web. Un’agenzia di comunicazione con due giornalisti dentro.  Mi diverto, faccio cose interessanti, conosco persone nuove, guadagno. Non so quanto durerà, ma finchè dura è un sogno che si realizza.

Adesso faccio il cronista, l’imprenditore e l’editore. E’ l’istinto e la mentalità. Non avrei fatto quello che ho fatto se non avessi speso il decennio dei miei vent’anni dentro la redazione di un giornale. E così è stato naturale come bere quando uno ha sete mettere in piedi Pratosfera. Una creatura editoriale ibrida (e appena nata) dove continuare a fare il cronista e a raccontare quello che mi circonda. Mi diverto, faccio solo cose mi interessano, sono libero di sperimentare, guadagno. Non so quanto durerà, ma finchè dura è un altro sogno che si realizza.

Adesso faccio il cronista, l’imprenditore, l’editore e anche il padre. Nella mia famiglia circola una teoria secondo cui una cosa non arriva mai da sola e che ogni tanto ci sono dei momenti in cui le cose arrivano tutte insieme, come se nella tua vita ci fossero degli appuntamenti invisibili ma già previsti da cui poi si snoda tutto. Ho un figlio. E l’immensità di questa parola a volte mi fa sentire piccolo come lui.

Nel 2013 ho cambiato la mia vita e l’ho fatto in modo da non poter tornare indietro. E’ una sensazione bellissima.

Quello che faccio, adesso, lo faccio per l’idea di mondo che mi porto dietro da sempre, per l’idea di giornalismo che mi sono costruito, per creare qualcosa di cui mio figlio, quando sarà adulto, potrà essere fiero.

Tra poco parte ufficialmente  #facewallprato con la consegna delle prime 400 bandiere #prato #igersprato

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Pausa pranzo #Prato #igersprato

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C’è dell’arte in centro storico #Prato #igersprato

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Pascal Lamorisse in The Red Balloon (1956, dir. Albert Lamorisse)

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(Fonte: oldhollywood, via classics)

Centro storico (particolare) #Prato #igersprato

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C’è del tenero a #Prato #igersprato

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